Hospitality Day: l’Evento Autunnale del Mondo dell’Ospitalità Organizzato da Teamwork

Ancora una volta la nona edizione dell’Hospitality day, tenutosi al Palacongressi di Rimini  l’11 ottobre, è stata anche l’occasione per architetti e designer di presentare i propri progetti di maggior interesse ad una platea di addetti ai lavori del mondo dell’hotellerie.

La kermesse riminese, ideata e magistralmente organizzata da Teamwork, è divenuto appuntamento annuale imprescindibile per chi desideri ascoltare, trarre ispirazione e aiutare coloro che lavorano in questo settore, centrale nell’economia del nostro Paese.

Abbiamo seguito con particolare interesse  quest’anno una delle cinque  arene tematiche dedicate ad altrettanti argomenti di interesse generale per il mondo dell’ospitalità: ristorazione, housekeeping, design, risorse umane e benessere.

HOSPITALITY DAY 2022 – Palacongressi di Rimini, 11.10.2022 (Ph © Giorgio Salvatori / Officina Photografica)

L’arena del design, o meglio Il cafè del design, è il format creato in collaborazione con We:ll Hospitality Trend.

Al microfono dell’architetto Laura Verdi – moderatore degli interventi- architetti di fama internazionale e giovani designer, chef stellati, opinionisti e contractor, influencer e fornitori  hanno dato il proprio interessante contributo ai temi proposti.

Accattivante il titolo del primo intervento dedicato al Lusso democratico, quasi un ossimoro creato ad arte per stimolare la discussione e rompere il ghiaccio.

Per Alessia Garibaldi di Garibaldiarchitechts il lusso è “sprezzatura”, prendendo a prestito un termine usato nel ‘400 da Baldassar Castiglione, l’interpretazione cioè della naturale bellezza.

In questo senso il lusso è lontano anni luce dallo sfoggio e dall’ostentazione, di cui  rappresenta l’esatto opposto.

La gestione di un progetto di lusso necessità, proprio per questo, di costante ricerca dell’equilibrio e dell’armonia, di una sapiente regia e di una grande consapevolezza.

Ovre.design* studio di architettura di Giulia Delpiano e Corrado Conti, vede il concetto di lusso in costante evoluzione. Se oggi il lusso è la ricerca del tailor made, esso è alla portata di tutti.

E’ quindi la ricerca di unicità e distintività allargata alle masse che definisce per ovre.design il lusso democratico.

Costante ricerca della bellezza “anche per chi consuma solamente un caffè” su questo concetto ha lavorato Daniela Colli di COLLIDANIELAARCHITETTO nel riqualificare spazi storici aperti ad grande pubblico di persone, come nel progetto di alcune caffetterie nella grandi stazioni ferroviarie.

Una Luxury experience, quindi che diventa inclusiva e, come tale, democratica.

Altro tema interessante quello degli spazi comuni degli alberghi; spazi che si fanno fluidi,  ibridi e permeabili alle città che vivono intorno.

Ed ecco allora che la storica libreria/negozio del TCI di Milano diviene anche lobby per i clienti dell’Hotel Touring Milano di Radisson Collection, nel progetto dello Studio Marco Piva, che ha curato l’imponente ristrutturazione e variazione di destinazione d’uso dell’eclettico  palazzo nel centro di Milano, o il bar/negozio di leccornie/esercizio di vicinato del 25 hours S. Paolino di Firenze, l’innovativo albergo pop nato dal progetto architettonico di recupero di Andrea Grassi di GLA Architettura e dalla creatività divertente e scanzonata nell’interior design di Paola Navone per Otto Studio.

HOSPITALITY DAY 2022 – Palacongressi di Rimini, 11.10.2022 (Ph © Giorgio Salvatori / Officina Photografica)

25hours Hotel S. Paolino è l’epitome dell’ibrido nel design in Italia.

Un hotel che non è solo un hotel, ma anche un cocktail bar, un negozio, un bistrot, una ludoteca,un cinema e naturalmente una location per eventi, congressi, riunioni.

Ma che accade quando il committente di un progetto di interior design per un ristorante  è uno chef stellato? Come cambiano i pesi nel mix  tra le richieste del committente e la progettualità del designer? Quanto dello spirito della cucina passa nelle scelte di interior? Ce ne ha parlato Andrea Berton, proprietario e chef del ristorante Berton nel nuovo Porta Nuova Food District di Milano.

Aperto dal 2014 il ristorante con il suo stile minimal, elegante aperto sullo skyline milanese, ha incontrato sin da subito il gusto e le esigenze dei clienti arrivando a guadagnare la prestigiosa stella Michelin sin dall’anno della sua apertura.

Il mio ristorante nasce al 70% dalle mie idee di funzionalità in un confronto però costante con la professionalità, le soluzioni e il gusto dell’interior designer

conferma Chef Berton

Stiamo parlando di un ristorante nel quale la cucina è a vista e progettata al 100% sulle richieste ed esigenze specifiche dello chef, in un lavoro di mixage tra parte estetica ed efficienza.

Altezza dei banchi di lavoro, sistema di raffreddamento ad acqua dei frigoriferi con riciclo continuo, soffitto aspirante per mantenere una buon riciclo dell’aria e una buona temperatura, tutto risponde a precise esigenze di efficienza dei processi di lavoro interni alla cucina e di benessere della brigata, oltre che di sostenibilità ambientale.

All’interno del ristorante tutto rispecchia lo spirito della cucina, persino gli accessori da tavola, dai segnaposto che prolungano il piatto in un onda di ceramica alle posate comode, eleganti, sottili e leggere, tutto è  un prolungamento dell’esperienza, di gusto e di presentazione dei piatti.

Ancora una volta una giornata a Hospitality day ci ha aperto un’interessante finestra su  esperienze uniche di ospitalità in Italia.

Ancora una volta la ricetta del successo sembra potersi riassumere in un sapiente mix nel quale gusto, bellezza, attenzione al dettaglio, massimo rispetto delle esigenze del cliente e dell’ambiente divengono ingredienti fondamentali per trasformare un soggiorno in una vera e propria esperienza memorabile.

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Maria Mele
After 39 years working in Sales and Communication for one of the most prominent Insurance Group worldwide, I presently dedicate my time to what I like best: fine arts and literature, passionately looking for the beauty that surrounds me.

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