I mille volti della Lady Dior

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Sono ormai trascorsi quasi vent’anni dal debutto in passerella della borsa Lady Dior nel 1994 e questo sofisticato accessorio di lusso ha da allora incarnato il cuore e l’anima del brand.

Dopo aver già ispirato vari artisti internazionali a ricrearla secondo il proprio stile, l’icona fashion ritorna per la quinta edizione di Dior Lady Art. Decorata dalle preziose lettere del logo in formato charm, la borsa è stata rivisitata da grandi talenti contemporanei provenienti da tutto il mondo.

Artists Reimagine The Iconic Lady Dior Luxury Bag
Judy Chicago

Tra le protagoniste dell’arte femminista, Judy Chicago ha realizzato tre modelli sensuali e accattivanti, utilizzando materiali tecnici e ispirandosi alle linee sinuose che solitamente predilige, nonché ai motivi ipnotici che caratterizzano i suoi dipinti. La finitura dicroica dà vita a giochi di luce, effetti iridescenti e riflessi affascinanti.

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Un mosaico di piccole finestre, porte e specchi riveste la versione di Song Dong, che ha scelto di reinterpretare l’iconico accessorio secondo i canoni tipici della sua arte.

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Song Dong

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La pittrice francese Claire Tabouret ha lavorato a due modelli. Il primo riprende i suoi stessi dipinti riproducendo alcuni dettagli di una rappresentazione di danzatori stampata su pelliccia sintetica, che dona un’originale sensazione di morbidezza.

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Claire Tabouret

Il secondo è invece un autoritratto di Tabouret in versione vampiro, che regge tra le labbra insanguinata le lettere Dior. Entrambe le versioni presentano fodere e cuciture fosforescenti.

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Nata e cresciuta nel Regno Unito da genitori indiani, anche Bharti Kher ha realizzato due modelli, rileggendo alcuni simboli della tradizione, per esempio il bindi, il “terzo occhio” che le donne indiane portano dipinto sulla fronte. Rivisitati da Kher, i bindi si intrecciano a sinuosi serpenti su entrambe le borse, una dai colori più audaci e una invece più discreta.

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Bharti Kher

Ispirandosi al mondo digitale, i russi Recycle Group hanno ravvivato l’iconico motivo Cannage in un vortice a spirale trapuntato, che inghiotte e trasforma anche i charm e i dettagli della borsa.

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Olga Titus ha attinto invece alle sue origini svizzere e malesi per fare della Lady Dior un microcosmo in cui tecnologia ed emotività si fondono. La prima delle sue due creazioni è rivestita dalle amate paillettes, in un motivo reversibile dietro cui si celano due universi differenti. La mini-bag è invece decorata da una serie di maschere che rievocano l’estetica cara all’artista.

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Olga Titus

Mettere in discussione la relazione intima e complessa tra la vita urbana e l’ecologia è la missione del sudafricano Chris Soal, che ha infatti scelto di applicare una miriade di tappi di bottiglia piegati su se stessi alle sue Lady Dior, per una texture assolutamente speciale. Una lavorazione ancora più minuziosa per un modello in particolare, in cui degli stuzzicadenti sono stati utilizzati per incidere il logo Dior su ogni tappo, imitando i preziosi ricami caratteristici del brand.

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Chris Soal

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Mai-Thu Perret è celebre per le sue installazioni che uniscono video, pitture e sculture. La sua passione per i linguaggi immaginari l’ha portata a creare un alfabeto misterioso personale, composto da segni astratti che decorano le sue Lady Dior. I loro colori e le forme geometriche risaltano sullo sfondo bianco e nero delle borse, rivestite di tessuto a pelo lungo e perline.

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Mai Tu Perret

“The Labyrinth of Lady Dior”, la creazione del parigino Joël Andrianomearisoa, brama disperatamente passione e desiderio. Entrambe le versioni, quella in pelle nera e quella in radzmir nero, presentano una fodera interna bianca che richiama la forza dell’amore e una texture esterna a strati che rappresenta i battiti del cuore.

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Joel Andrianomeariosa

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In ultimo, l’artista americana Gisela Colón presenta “Stardust” e “Amazonia”. Minimalismo e futurismo, arte e scienza si incontrano nelle sue innovative reinterpretazioni della Lady Dior. Ispirati alla natura e all’universo, i suoi modelli in pelle dai colori unici si distinguono per la finitura olografica e sono rifiniti dal dettaglio di un piccolo monolite, che per lei rappresenta uguaglianza, potere e bellezza.

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Gisela Colon

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Emanuela Zini
Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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