Ballando con Roberto Bolle

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La danza e la musica sono la più grande fonte di energia della Terra

Roberto Bolle è protagonista di una favola moderna in cui si fondono il meglio dell’arte, della bellezza e di un sentimento di pace.
La sua vita è un divenire continuo, sempre alla ricerca dell’eccellenza.
Impossibile non essere coinvolti dalla sua energia durante i suoi spettacoli, perché il grande ballerino riesce ad infonderla anche a chi non è esperto di danza.
A Roberto Bolle va il merito di aver riportato la grande danza in tv con un programma tutto suo, dal titolo Danza Con Me, che apre l’anno di Rai1 da 3 anni a questa parte riscuotendo un enorme successo di pubblico e di critica. Danza con Me ha vinto peraltro nel 2018 il Rose D’Or come miglior programma di intrattenimento a livello europeo.

roberto bolle
Roberto Bolle – Ondance-© Laura Ferrari

Cosa ti spinge a cercare sempre di migliorare, di superare te stesso?
È uno dei grandi insegnamenti della danza, che è un’arte per antonomasia, in perenne movimento. Una continua lotta contro la gravità, una continua aspirazione alla perfezione.
Da molti anni hai creato il Gala di danza “Roberto Bolle and Friends”, coinvolgendo ballerini e coreografi internazionali. Come sei riuscito a creare questa armonia?
Ho sempre cercato di costruire i miei Gala con l’obiettivo di conquistare sia gli esperti di danza sia coloro che non avevano mai assistito ad un balletto. La scelta è stata quella di tenere sempre molto alto il livello dei pezzi scelti e degli interpreti. Grazie alla mia esperienza internazionale e ai miei viaggi, sono aggiornato sulle nuove coreografie e sui nuovi talenti che cerco sempre di coinvolgere. Inoltre amo mescolare i generi per dare una visione ampia di stili e di epoche, attingendo dal repertorio ottocentesco ma anche da quello più contemporaneo.

Londra talent scout. Cosa ha rappresentato per te questa città?
Londra è una città centrale per la mia crescita. Ha visto il mio primo importante ruolo internazionale ed è stata il mio trampolino verso il mondo. È una città a cui continuo ad essere molto legato e dove tornerò appena possibile per un grande Gala alla Royal Opera House.

Cosa ti colpì la prima volta a New York?
Tutto. L’ABT è un mondo a parte, durante i due mesi di spettacoli al Metropolitan ha dimostrato di essere una vera e propria macchina da guerra, con un alternarsi di cast e spettacoli che non ha eguali. La prima volta con Alessandra Ferri fu una gioia sorprendente, immensa. Quella volta ero un artista ospite e il pubblico newyorchese mi accolse con un entusiasmo che mi commosse. Negli anni sono diventato primo ballerino della compagnia, ma quell’entusiasmo non è mai scemato.

roberto bolle
Roberto Bolle – Ph. Sergio Goglia

Sei il primo ballerino classico che ha fatto della danza uno strumento di comunicazione e di pace tra persone di diversa formazione ed estrazione sociale. Come nasce il progetto OnDance?
È nato nel 2017 e si è concretizzato nel 2018. Un ruolo importante lo ha avuto la città di Milano, che è molto aperta ad iniziative di questo genere. Mi hanno ispirato eventi come il Salone del Mobile, un dialogo reale tra chi propone e chi partecipa.

In questo periodo di distanza sociale non ti sei fermato, realizzando un progetto d’avanguardia proprio con OnDance. Ce ne parli?
Abbiamo creato un progetto molto bello e articolato di cui sono particolarmente fiero e che credo sia riuscito nell’intento di avvicinare ancora più persone al mondo della danza, oltre che aiutarle a superare un momento così difficile. Con il calendario di OnDance, che via via nei giorni del lockdown si è fatto sempre più fitto di lezioni gratuite (di ogni stile, dal jazz alla classica), incontri, ma anche racconti e consigli, abbiamo tenuto compagnia a molti, li abbiamo divertiti, li abbiamo aiutati a tenersi in forma. Ci siamo tenuti vicini. Parte delle attività sono tuttora attive, una finestra perennemente aperta sul mondo della danza, sul suo quotidiano.

Puoi anticiparci un nuovo sogno da realizzare?
Premetto che non avrei mai immaginato di fare tutto quello che ho fatto e che la realtà ha ampiamente superato tutti i miei sogni di bambino. Oggi ho tanti progetti importanti, tutti rivolti alla diffusione della danza. Vorrei che diventasse materia di studio nelle scuole dell’obbligo, che fosse incentivata, valorizzata, diffusa, perché rappresenta un meraviglioso tassello del nostro patrimonio culturale.

testo a cura di Claudia Spano

cover: photo credit Sergio Goglia

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