Palazzo Muro Leccese Relais de Charme e SPA il fascino discreto della naturale raffinatezza

Cosa spinge una giovane e rampante direttrice marketing e comunicazione nel settore del lusso e un affermato direttore generale di banca a lasciare la propria agiata vita milanese per trasferirsi a Muro Leccese, un piccolo centro dell’entroterra salentino?

Lo abbiamo chiesta ad Annamaria Altamura e a suo marito Enrico Mercanti, proprietari di Palazzo Muro Leccese Relais de Charme e SPA

 

 

Muro Leccese è il cuore del Salento! Posto in posizione strategica a soli 17 km da Otranto, 30 da Gallipoli e da Lecce, il borgo regala sensazioni e suggestioni uniche a chiunque desideri addentrarsi nel suo tessuto urbano, fatto di viuzze contorte e traboccanti di 27 secoli di storia! Le prime tracce della sua identità risalgono infatti ai Messapi nel VIII – VI secolo A.C.

Muro Leccese è anche espressione del barocco leccese, che si può ammirare nella splendida Piazza del Popolo, una delle più belle del Salento, dove, con casuale assonanza, due chiese prospettano, una di fronte all’altra.

E se ogni vicolo di Muro ne narra la storia, la cortesia, la generosità e l’ospitalità della sua gente ne raccontano il carattere.

Sarebbe forse bastato questo a farci decidere di fermare qui la nostra ricerca di un “buen retiro”- ci racconta piena di entusiasmo Annamaria – ma per Enrico e me Muro Leccese è molto di più: è il luogo del nostro destino!

Una descrizione intrigante… raccontaci meglio!

Un giorno Enrico, che ancora non era mio marito, mi ha detto “Anna, cambiamo vita?”. Credo sia stata la sua esplicita richiesta a costringermi a prendere atto della realtà. Allora vivevamo entrambi a Milano, i nostri rispettivi lavori assorbivano tempo ed energie oltre misura. In quel periodo io avevo la direzione marketing worldwide di una nota casa di moda, non c’erano orari, giorni di festa, ferie, non esisteva Natale, l’estate, le vacanze.

Amavo il mio lavoro oltremodo, ma amavo moltissimo Enrico e il progetto di vita insieme che non aveva reali possibilità di decollare ed esprimersi in quelle condizioni… e poi c’era un desiderio: acquistare una masseria nella mia terra dove i miei amatissimi golden retriver, Frisella prima e oggi Pittula, potessero scorrazzare liberi.

Io sono nata in Salento, a Otranto, e ho sempre sognato qui un luogo che potesse diventare il “nostro” luogo, quello in cui dare forma e sostanza ai nostri sogni. Forse senza l’intervento di Enrico il mio sarebbe rimasto per sempre un “sogno nel cassetto”.

Invece ci siamo sposati e ci siamo lanciati in una ricerca instancabile del nostro luogo speciale qui in Salento. Quando siamo entrati per la prima volta in questo palazzo risalente al XVII secolo, quando ne abbiamo visto le potenzialità, abbiamo capito di aver raggiunto la nostra meta. Il Palazzo è per noi il luogo in cui amore e lavoro si esprimono e si alimentano a vicenda. Abbiamo dapprima lanciato il Palazzo come residenza per un soggiorno di charme. Due anni dopo abbiamo aperto la cucina ai nostri ospiti con percorsi di degustazione, da ultimo abbiamo aggiunto la nostra Area Wellness. Come diceva Schopenhauer: Il destino ha mescolato le carte e noi ce le giochiamo!

Oggi posso dire con orgoglio che la nostra residenza è un luogo elettivo per un soggiorno davvero esclusivo.

Dalla masseria ad un palazzo nobiliare: il vostro sogno si è modificato nel tempo!

Il nostro Palazzo risale esattamente all’A.D. 1623 – come riporta una incisione nella pietra tuttora visibile, è stato restaurato una prima volta negli anni ’20 del 900 arricchendosi di dettagli in stile art déco, poi in anni a noi più vicini, da una coppia britannica, a cui dobbiamo le ricercatissime soluzioni di arredo con splendide stoffe inglesi e, infine, tuttora e costantemente, da noi, per preservarne e valorizzarne la autenticità e lo stile assolutamente unico. Il nostro impegno costante è nel mantenere il fascino discreto di questi stili che si fondono insieme in un risultato di estrema raffinatezza.

La struttura del palazzo è tipica degli edifici seicenteschi con la sua corte, spazio sul quale oggi si affacciano le stanze e, in passato, le stalle, il pozzo e il lavatoio (la pila) con le sue scanalature ancora visibili (li stricaturi) e il delizioso giardino che in estate ospita colazioni e cene all’ombra di tre immense Jacarandae, ricche di fiori color glicine, come glicine sono i fiori del parapetto, i cespugli di Lantana, i grandi Agapantus. In un’area confinante con il Palazzo e risalente al 1500, abbiamo ricavato una suggestiva zona wellness, che può essere fruita in esclusiva da una coppia o, al massimo, da 4 persone. L’area colazione o cena è uno degli spazi più belli. Si tratta di due sale le cui altissime volte in pietra e il grande camino, al cui interno ci si sedeva per godere del calore, esprimono la maestosità della struttura. Un angolo di pura poesia è, poi, l’ottocentesca sala lettura ricca di libri in italiano e inglese e la sala del tea, un luogo veramente fuori dal tempo!

Infine cinque camere, tutte diverse negli arredi come negli stili, ma sempre espressione di una composizione eclettica tra antiquariato inglese e pezzi d’epoca salentini. In ogni camera convivono i comfort moderni e autentici pezzi di storia, come una vetrata colorata della Regina Vittoria e i meravigliosi pavimenti in cementine dipinte a mano dagli storici artigiani locali. Soggiornare in queste camere è una vera esperienza principesca…

Perché avete deciso di dedicarvi all’accoglienza?

Vedi, Enrico ed io siamo testimoni viventi del fatto che i ritmi cui siamo assoggettati erodono costantemente gli spazi per le relazioni e il dialogo, per questo invitiamo e aiutiamo i nostri ospiti a riscoprire e riassaporare ciò che abbiamo perso di vista, indugiandovi con naturalezza. Abbiamo distinto il Palazzo in aree in cui suggeriamo il Sussurro e altre in cui invitiamo addirittura al silenzio, per tornare ad ascoltare le nostre emozioni. Cerchiamo in ogni modo di favorire il dialogo: anche un piatto da condividere può sollecitare l’atto del “porgere” prima all’altro e poi a sé stessi, un amorevole “prendersi cura” dell’altro. Rispettiamo i tempi della natura, ne usiamo i profumi e bilanciamo nutrienti e gusto perché piacere e benessere siano inscindibili. Il piacere non è “peccato”, ma fonte di benessere fisico e mentale. Nutriamo anima e mente con la bellezza e la cura dei dettagli, anche un impiattamento non è solo un esercizio di stile, ma un tassello di un mondo di bellezza. Vogliamo che amici, sposi, genitori e figli possano tornare a condividere le emozioni, a guardarsi negli occhi, a carezzarsi con dolcezza e a parlare. È così raro che se ne è persa l’abitudine e noi vogliamo che – da noi e per un tempo più lungo della permanenza – se ne riscoprano il piacere e l’importanza.

l nostro obiettivo è il benessere: questo è il significato di “Naturally indulge”, sintesi della filosofia che ci guida. E noi, discreti e invisibili, siamo gli angeli custodi di questo ritrovato piacere.

Ci hai parlato di percorsi di degustazione, chi cura questa area della vostra proposta?

Entrambi, perché se una delle mie passioni è la cucina, Enrico è un sommelier dell’AIS per cui sta alla sua abilità rendere straordinario un percorso di degustazione individuando gli accostamenti più idonei e rendere speciale la serata garantendo il migliore servizio. Per quanto mi riguarda, ogni percorso di degustazione mi coinvolge dal momento della ideazione a quello della pianificazione e della creazione, soddisfacendo il mio lato razionale e quello creativo. Adoro tutto ciò che è tradizione della mia terra, ma viviamo in un Paese di eccellenze, per cui, nel rispetto della tradizione salentina, ci piace comunque proporre anche pietanze che evocano altri luoghi di eccellenza. Un esempio? Amo la Sardegna e la mia permanenza a Cagliari presso lo chef Luigi Pomata, il re del tonno, ha arricchito il mio bagaglio di emozioni, conoscenze e tecniche che si mescolano costantemente con quelle della mia terra natìa. E quando due eccellenze si incontrano e si fondono nel cuore, nel piatto non possono che esprimersi al meglio.

Grande tradizione, quindi, ma anche sperimentazione

La sperimentazione da noi è costante per realizzare preparazioni “sane e leggere” senza perdere in gusto e piacere, perché godere di qualcosa certi di “non farsi male” rende il piacere ancora più intenso. In questo momento, se i nostri ospiti soggiornano da noi per più giorni, come spesso accade, hanno ogni giorno la possibilità di sperimentare un percorso di degustazione diverso. Una scoperta e un’emozione che si rinnovano ad ogni cena. E seguiamo questo stesso approccio anche per le prime colazioni: ogni mattina un percorso di gusto – salato e dolce – sempre diverso e sempre completo. Come recita la recensione di un nostro simpaticissimo ospite “13 giorni di permanenza, 26 preparazioni differenti”; tutto ciò, garantendo lo stesso livello di creatività e di passione, assecondando ogni richiesta dovuta ad allergie o intolleranze, ma anche alla semplice scelta vegetariana, vegana, crudista…

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Cosa c’è nel futuro di Enrico e Annamaria?

Abbiamo un progetto in cantiere dal 2018, ma la vita e la pandemia non ci hanno ancora concesso il tempo di realizzarlo. Al momento giusto, a Dio piacendo, come amava dire mio padre, apriremo il nostro ristorante al pubblico, consentendo così anche agli ospiti esterni di godere della nostra cucina. Per il momento non posso svelarti altro, dovrai tornare a trovarci per scoprirlo… posso solo dirti che ha a che fare con l’amore e con il commento che Vincenzo Mollica fece alla lettura di un mio scritto… “Ah! Che grande scrittore che è il destino!”.

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Maria Mele
After 39 years working in Sales and Communication for one of the most prominent Insurance Group worldwide, I presently dedicate my time to what I like best: fine arts and literature, passionately looking for the beauty that surrounds me.

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