La parola al Mercante di Nuvole – A proposito di…una seducente Bocca

È questa la storia di una mia cara amica di vecchia data, una diva di successo che, come ogni icona che si rispetti, ha saputo far tesoro dei tempi ed evolversi sino ai giorni nostri. “Bocca” nata sul finire degli anni ’60, col suo vestitino di maglina bielastica rosso fuoco (presa a prestito dai tessuti della moda, perché i tessuti per l’arredamento non riuscivano a vestire un corpo così sensuale e sinuoso) fan di Marilyn Monroe, rappresentava quella generazione pop. Ma con il passare degli anni Bocca diventava sempre più famosa.

Invitata a calcare le scene di studi televisivi e cinematografici, sotto i flash dei fotografi e le luci della ribalta, testimonial di grandi eventi con tutte le stars, aveva bisogno di rinnovare il proprio guardaroba, così ci improvvisammo anche stilisti ed a questa novella Barbie disegnammo i nuovi vestiti. Il primo fu quello punk: la Dark Lady, per permettere alla Bocca di frequentare gli ambienti underground e sentirsi a suo agio, le disegnammo un abitino tutto nero, con l’aggiunta del piercing. Poi le disegnammo l’abito da Pink Lady, per frequentare i salotti bene di ricche signore dedite a riempire il loro tempo inutile in conversari pettegoli. Poi fu la volta dell’arcobaleno, un abito per ogni colore dell’arcobaleno, per coprire tutto il ventaglio di opportunità che ormai alla Bocca veniva proposto. Così, al rosso originario per concerti pop, si sono aggiunti: l’arancione, per meditazioni orientali; il giallo, per non dare nell’occhio; il verde per incontri ecologisti; il blu, per yatch clubs e crociere; l’indaco, per incontri cardinalizi; il violetto, per serate trasgressive.

 

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