Dipingendo il sogno della Creazione

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Un viaggio di 4 giorni sull’isola di Ponza e ad Avezzano sono bastati per farmi capire che certe persone con grandi idee hanno un luogo, un rifugio, disperso nel tempo e nella natura selvaggia, dove si creano il giusto spazio per la mente, e per l’anima, alla ricerca delle vere origini di loro stessi, ovvero lo stato primordiale dell’uomo, e nel caso di Alberto per arrivare alla scoperta delle origini del cosmo.

Questi due luoghi appena menzionati sono i santuari creativi del Maestro Alberto Di Fabio, pittore visionario, marito e padre di tre figli. Di Fabio, nato nel 1966 ad Avezzano, ha dapprima studiato al Liceo Artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Roma e all’Accademia di Incisione di Urbino. Ora vive e lavora tra Roma e New York. Il suo lavoro trae ispirazione dal cosmo e dagli elementi che compongono il mondo della natura. Tra Arte, scienza e spiritualitá, la sua pittura indaga reazioni chimiche, fusioni di minerali, atomi, il DNA, il sistema neurale in relazione con il mondo dell’astrofisica, ingrandendoli come sotto un microscopio. Queste forme spesso geometriche si manifestano e vibrano sulle sue tele in colori brillanti e puri, creando contrasti e scale armoniche, variazioni tonali e accostamenti sorprendenti che coinvolgono lo spettatore in visioni quasi extrasensoriali.

Energia 2001,acrilico su tela, 83×69 cm

Le opere di Alberto hanno catturato l’attenzione non solo di collezionisti e personaggi di fama mondiale, ma anche dei più grandi centri di ricerca di fisica di particelle nucleari:
Nel 2010 ha ricevuto il premio alla Fisica dall’astrofisico Remo Ruffini dell’Universita di Fisica di Roma, per le molte similitudini tra i suoi lavori e il mondo della fisica quantistica contemporanea, centrata sulla scoperta dell’antimateria e del bosone di Higgs. Molti dei suoi lavori cosmologici sulle galassie sono simili e, in alcuni casi, hanno anticipato le ultime fotografie scattate dal telescopio della NASA, Hubble.
Nel 2014 ha ricevuto il prestigioso invito dal Cern di Ginevra per una conferenza e mostra personale. Le sorprendenti somiglianze tra le coordinate matematiche e i dipinti di Di Fabio e le foto scattate dal telescopio hanno suscitato molto interesse tra i migliori matematici e astrofisici del mondo, interessati a come gli artisti riescano a sviluppare l’emisfero creativo del cervello a tal punto da poter intuire immagini o musiche di frequenze invisibili. In un certo senso, Alberto è capace di visualizzare, tramite il suo terzo occhio, mondi paralleli invisibili per poi tradurli in immagini attraverso la pittura.

Cosmo rosa, 2017, acrilico su tela, 200 x 309 cm

Il maestro ci spiega che Tutto è creato da processi, fusioni che spaziano tra l’ordine e il disordine, le forze della gravità del magnetismo e dell’indeterminazione sono sempre presenti nelle mie opere cosmo-logiche, dove il termine cosmo deve essere inteso nel suo senso etimologico di kosmos, ossia nella doppia accezione di ordine e ornamento. Una sintesi formale, dove eleganza e armonia devono paradossalmente riconciliarsi con l’istinto e l’intuito del portatore di pennello, che è per definizione qualcosa di indeterminato e indefinibile, è una cosmologia osservativa e al tempo stesso visionaria. “La dimensione onirica rappresenta il mezzo concettuale per comprendere leggi che altrimenti rimarrebbero celate, mentre il mezzo fisico e concreto è da individuare in una gestualità pittorica. La visione onirica, sovrapposta alla realtà concreta, è lo specchio di un personale inconscio volto a una liberazione estetica e individuale dell’essere. Il gesto pittorico è un gesto spirituale necessario per cogliere quel respiro cosmico, quel soffio divino che è alla base dell’incessante origine della vita. La pittura come medium espressivo per narrare un sogno, e il sogno come stato ideale per scrutare da un altro punto di vista l’universo ignoto, un filo rosso che collega arte scienza e spiritualità.

Ho avuto anche tempo per capire che il punto di vista unico di Alberto nasce non solo dalla sua vissuta esperienza a contatto con la natura, ma anche dalla combinazione di prospettive compartite dalla sua famiglia: “mi sono dedicato alla lettura di libri scientifici, quelli di mia madre Delia, insegnante di scienza e matematica, e di mia sorella Simona che studiava medicina. Da essi copiavo le cellule e altre illustrazioni di biologia, chimica, fisica. Attraverso le visioni paesaggistiche e del macrocosmo sono entrato nel magma. Mi sono interessato alle fusioni minerali, alla composizione dei silici, dei quarzi, dei gas. Da questo insieme di cose è nato il mio amore per la scienza in relazione con lo spirito.”

 

Il padre di Alberto, Pasquale Di Fabio (1927-1998), fu un importante pittore e scultore Abruzzese, e tuttora ad Avezzano si possono vedere le sue opere nei parchi pubblici del paese: anche Papa Giovanni Paolo II lo stimava e gli ha commissionato per delle opere per il Vaticano. È evidente che il DNA di Alberto è ricco di creatività e cultura, e questo lo ha reso sicuramente predisposto al suo talento geniale.

Il suo dono artistico ci permette di entrare in uno stato meditativo indotto dall’opera e, spegnendo la parte analitica e razionale del cervello, ci fa sognare che cosa ci aspetta al di là di questa realtà cosmica.

Di Edward A. Haschke

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