Fondazione Braglia di Lugano POT-POURRI: Da Picasso a Valdés

La collezione privata di arte moderna e contemporanea di Anna e Gabriele Braglia è nuovamente visibile al pubblico negli spazi della Fondazione Braglia di Lugano dal 29 marzo al 30 giugno 2018 (http://fondazionebraglia.ch/).
In mostra un centinaio di opere realizzate da una cinquantina di artisti che svelano il panorama artistico italiano ed internazionale attraverso dieci sezioni tematiche suddivise in due piani espositivi. La raccolta è presentata con il titolo POT-POURRI. Da Picasso a Valdés ed è l’espressione di una ricca mescolanza di stili eterogenei raccontata attraverso lo sguardo intimo e personale di due collezionisti appassionati che, con generosità, aprono le porte del loro universo offrendo un viaggio esclusivo alla scoperta degli esponenti più significativi del Novecento.Per l’occasione, il percorso espositivo, che comprende un centinaio di opere di arte italiana ed internazionale del Ventesimo secolo, si arricchisce di un nuovo gruppo di lavori. La presenza dell’italiano Fortunato Depero, figura chiave degli sviluppi del futurismo negli anni del dopoguerra, si accresce grazie a tre disegni degli anni Venti; due di essi realizzati a scopo pubblicitario e uno, La congiura dei passeri, per la copertina dell’omonimo libro di Giovanni Gerbino. Dell’artista colombiano Fernando Botero si aggiungono una scultura in bronzo (Uomo a cavallo) e due dipinti raffiguranti la personale interpretazione dei pittori Ingres e Cézanne, tutte opere realizzate a metà degli anni Novanta, quando Botero era nel pieno della sua maturità artistica.
“Nomi importanti ma mai soltanto firme”, sottolinea Rudy Chiappini nell’introduzione del libro che accompagna la mostra, “opere entrate in Collezione soprattutto attraverso scelte istintive, per aver suscitato in Gabriele e Anna emozioni profonde. Dipinti, disegni e sculture acquisiti per il piacere di contemplarli e di farne parte integrante e quotidiana della loro vita. […] La Collezione Braglia è il risultato di un lungo percorso fatto di passione, intuito grandi capacità e intelligenza. La soggettività delle loro scelte è di per se un atto creativo, vulnerabile e forte allo stesso tempo nel quale si leggono le vicende del comune percorso esistenziale e dello stretto legame che li ha uniti per oltre mezzo secolo”.
Attraverso la produzione di artisti quali Picasso, Modigliani, Chagall, Magritte, Miró, Max Ernst, de Chirico, Warhol, Haring, Basquiat, Rotella, Tinguely, Sironi, Burri, Fontana e altri ancora, l’esposizione POT-POURRI rappresenta un’occasione unica di avvicinarsi e confrontarsi con i differenti linguaggi che hanno caratterizzato lo sviluppo artistico-culturale del ventesimo secolo. In parallelo all’offerta luganese, l’attività della Fondazione Gabriele e Anna Braglia, in questo nuovo anno, si contraddistingue anche per varie collaborazioni extra-muros con istituzioni museali di rinomanza internazionale.
Nel corso della primavera è dunque possibile vedere selezioni di opere di proprietà della Fondazione incorporate in tre progetti di significativo scambio culturale. In ordine di data, il primo è un omaggio ai paesaggi di Paul Klee al Franz Marc Museum di Kochel am See in Germania (fino al 10 giugno); il secondo, nell’ambito di una monografica dedicata all’espressionista tedesco August Macke, visibile fino al 26 agosto allo Stadtmuseum di Lindau e il terzo, dal 13 aprile, al Leopold Museum di Vienna per la retrospettiva dedicata al pittore italo-sloveno Zoran Music. Tutto questo nell’attesa di poter festeggiare, in autunno, il terzo anno di apertura della Fondazione con una nuova e stimolante proposta.

ALLESTIMENTO

Dopo le esposizioni Nolde, Klee & der Blaue Reiter (2015-16) e Zoran Music (2016-17), la Fondazione Braglia introduce, per la prima volta al grande pubblico, quello che Gabriele Braglia indica scherzosamente come “i resti” della sua collezione. Il percorso espositivo si articola su due piani e si snoda attraverso una selezione di dipinti, disegni e sculture realizzati da una cinquantina di artisti italiani ed internazionali. Collezionate a partire dal 1957, le opere sono suddivise in dieci sezioni tematiche introdotte da un personale omaggio intitolato I fiori di Anna, un motivo particolarmente caro ad Anna Braglia.

Al pianoterra il viaggio inizia con Picasso (del quale figura Femme et deux enfants, un disegno del 1902 realizzato poco più che ventenne e appartenente al “periodo blu”), Modigliani e Chagall che introducono la sezione dedicata agli artisti stranieri operanti a Parigi nella prima metà del ’900 e conosciuta come Scuola di Parigi. Segue il Novecento italiano con Sironi – del quale “una piccola tempera ha dato l’avvio sessant’anni fa ad una meravigliosa avventura nel mondo dell’arte” – Boccioni, Cesetti (L’ora dell’appello fu esposto alla prima edizione della Quadriennale di Roma nel 1931), Magnelli, Morandi, Soffici e Viani per arrivare all’informale di Fontana e Burri.
Al primo piano si trovano le opere di stampo futurista incentrate sul mito della velocità, dell’universo meccanico, della scomposizione di forma e colore (in particolare Scienza contro oscurantismo, una tempera di Giacomo Balla del 1920 di cui l’artista ha realizzato un corrispettivo con la tecnica dell’olio su tela e che è oggi custodito alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma). Si prosegue con i promulgatori della corrente surrealista (Magritte, Miró, Max Ernst, de Chirico e Brauner) e con gli esponenti del Nuovo Realismo (Arman, César, Christo, Rotella, Tinguely e Niki de Saint Phalle) promotori negli anni Sessanta e Settanta di un nuovo approccio percettivo del reale. A rappresentare la cultura pop degli anni Ottanta ci sono un giovanissimo Andy Warhol accostato a Keith Haring, Basquiat e Adami. Il discorso legato al motivo del paesaggio è volutamente ampliato per includere, oltre alle vedute più convenzionali di Utrillo, Gino Rossi o Herbert Beck, anche le opere dove il panorama funge da luogo di rifugio, di meditazione interiore e della riscoperta del sé come per Ida Barbarigo, Peter Doig o Graham Sutherland. A corollario vi è una sezione dedicata alla reinterpretazione dell’arte classica su impulso anche dell’affermazione dell’artista spagnolo Manolo Valdés: “
noi costruiamo su ciò che la storia dell’arte ha messo nelle nostre mani”.

ARTISTI PRESENTI IN MOSTRA

Valerio Adami, Arman, Roberto Baldessari, Giacomo Balla, Balthus, Ida Barbarigo, Jean-Michel Basquiat, Herbert Beck, Umberto Boccioni, Fernando Botero, Victor Brauner, Alberto Burri, Massimo Campigli, Michele Cascella, Felice Casorati, César, Giuseppe Cesetti, Marc Chagall, Giorgio de Chirico, Christo, Fortunato Depero, Peter Doig, Max Ernst, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, George Grosz, Renato Guttuso, Kelly Halabi, Keith Haring, Fernand Léger, Alberto Magnelli, René Magritte, Joan Miró, Igor Mitoraj, Amedeo Modigliani, Giorgio Morandi, Mimmo Paladino, Pablo Picasso, Enrico Prampolini, Gino Rossi, Mimmo Rotella, Niki de Saint Phalle, Gino Severini, Mario Sironi, Ardengo Soffici, Graham Sutherland, Jean Tinguely, Maurice Utrillo, Manolo Valdés, Lorenzo Viani, Andy Warhol.

CATALOGO

In occasione della mostra POT-POURRI. Da Picasso a Valdés. La Collezione Braglia, la Fondazione pubblica un volume di oltre 200 pagine, in italiano ed inglese, nel quale sono riprodotte a colori le immagini di tutte le opere esposte. La pubblicazione, a cura di Gaia Regazzoni Jäggli, si compone di un testo di Riccardo Braglia “Collezionista per DNA” sull’influenza che ha avuto nella sua vita il fatto di avere due genitori collezionisti e comprende un testo introduttivo di Rudy Chiappini sul tema del collezionismo dal titolo “Una passione comune”. A questi due scritti seguono degli aneddoti su alcune opere, a firma di Gabriele Braglia e di amici e attori del mondo dell’arte che in qualche modo sono stati coinvolti nella selezione di quella particolare opera. Tali contributi sono di: Reto a Marca, Michael Beck, Anna Ciocca-Rossi, Stefano Contini, Frediano Farsetti, Danna Olgiati Battaglia, Adriano Ribolzi, Giovanni Soccol e Giulio Tega.

LA FONDAZIONE BRAGLIA

La Fondazione Gabriele e Anna Braglia, sede dell’omonima collezione, è stata inaugurata a Lugano il 1. Ottobre 2015. Situata nelle vicinanze del LAC Lugano Arte e Cultura (il Centro culturale della Città di Lugano) la Fondazione si configura quale luogo di grande interesse che si aggiunge alle numerose iniziative culturali della Svizzera italiana. Essa non persegue scopi commerciali e non ha scopo di lucro; ha finalità di carattere culturale ed educativo per l’arte ed è stata costituita allo scopo di organizzare, sostenere e promuovere esposizioni d’arte, mostre, conferenze ed altre attività culturali ed educative in relazione all’arte moderna e contemporanea in Svizzera e all’estero. La Fondazione Braglia dispone di una superficie espositiva di 450m2, suddivisa su due piani, progettata e realizzata con grande rigore architettonico dall’architetto asconese Carlo Rampazzi e, dove sono allestite due volte all’anno esposizioni, sia con opere di proprietà della stessa Fondazione, sia su temi specifici nell’ambito dell’arte internazionale del ventesimo secolo.

Courtesy Fondazione Gabriele e Anna Braglia Lugano

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