Alti & Bassi: il gruppo a cappella italiano festeggia 24 anni di carriera con un nuovo album

Alti e bassi, 24 anni di musica insieme e un nuovo album di inediti

Alti & Bassi
Alti & Bassi

Come nasce la vostra storia professionale?

Nasce nel 1994 quando, in un appartamento in zona Città Studi a Milano, organizziamo la prima prova di quella che sarebbe stata la prima formazione degli Alti & Bassi, nome che nasceva in primis dalla Presenza di Francesco (il basso), alto 2 metri, e di Andrea (il sopranista) quello tra noi più basso di statura.
Ognuno di noi si metteva a disposizione del gruppo con il proprio bagaglio di esperienza, chi maturato attraverso studi classici in conservatorio, chi più incentrato sul pop. Tutti comunque aperti e desiderosi di mettersi a disposizione di un nuovo, stimolante progetto.

Quali elementi distintivi caratterizzano ognuno di voi?

Potremmo risponderti sotto tre punti di vista: voce, background professionale e ruolo nel gruppo.
Come voci abbiamo cinque timbri completamente differenti. Filippo è il Basso, Andrea il sopranista con un falsetto molto morbido. Paolo è la voce più folk, con un’invidiabile estensione al punto che a volte si sostituisce a Filippo quando quest’ultimo è solista. Alberto è la voce più pop, mentre Diego è il tenore, dall’ottima impostazione vocale.
Il nostro background professionale permette a ciascuno di noi di dare un contributo decisivo: ci sono tre direttori di coro, c’è chi ha esperienza di marketing e comunicazione, chi lavora nella finanza, chi ha studiato composizione… Ciò consente di distribuire i vari ruoli: Andrea è di fatto il Manager e il responsabile della nostra comunicazione, Alberto si occupa degli arrangiamenti, Diego cura il nostro look, Filippo ci aiuta a curare tutti i minimi dettagli delle prove e Paolo, con la sua esperienza aziendale, sostiene il lavoro di tutti dando coesione e programmazione.

Lavorare in gruppo significa spegnere l’individualità o esaltare i talenti individuali?

Entrambe le cose, anche se in realtà le individualità non vanno mai spente, quanto piuttosto occorre imparare a metterle in secondo piano a favore della massimizzazione del risultato di gruppo. A volte ci si mette a disposizione del gruppo arretrando, altre volte mettendosi in primo piano e  esaltando così il proprio talento che è comunque sempre messo a disposizione del gruppo.


Avete un nuovo album che sposta il focus delle scelte musicali dalle cover di grandi musicisti alla produzione d’autore. C’è spazio per l’ascolto di testi che trattano di tematiche contemporanee e sociali?

Sotto sotto quasi tutti i testi del nuovo inedito trattano tematiche attuali: in “Ce l’avevo quasi fatta” si spronano i giovani a credere nei propri sogni, a perseverare per poter togliere il “quasi”; in “Adagio con moto” si racconta dell’amore di coppia grazie a una serie di doppi sensi con la Musica; in “Di Mercoledì” si esprime l’amore dei papà separati per i propri figli; in “Quel colore in più” si afferma che nell’amore il partner deve essere visto come quel colore in più; in “È il calcio” si raccontano le contraddizioni dello sport più amato dagli italiani; in “Roby” narriamo la struggente storia d’amore tra un uomo di una certa età e una ragazza giovane. In “Stella” invece cantiamo il rock & roll di una soubrette che tiene fede ai propri valori rifiutando il facile compromesso di un provino di un manager interessato ad altro.

Come nascono le vostre canzoni?

In genere Alberto si preoccupa della parte musicale e Andrea e Diego si cimentano con il testo. Qualche affinamento viene poi effettuato grazie al lavoro di tutti. Quando una canzone convince, solo a quel punto Alberto ne scriverà l’arrangiamento, che verrà poi studiato da tutti, portato alle prove e infine sul palco.

Parliamo di leadership: è necessario avere un leader in un gruppo musicale?

Possono esserci tanti leader, ognuno che primeggia nel proprio ruolo. Un vero leader non ha bisogno di imporsi: devono essere gli altri ad aprirgli la strada.

Chi di voi ricopre questo ruolo?

Come dicevo noi abbiamo tanti leader: Andrea lo è sotto il profilo del management, Alberto per gli arrangiamenti, ecc..

Come prendete le decisioni?

In maniera molto democratica, ma sempre avendo bene in mente il bene del gruppo.

Quanto vale il talento rispetto allo studio e all’impegno? 

Il talento è una condizione necessaria, ma non sufficiente. Lo studio e l’impegno sono determinanti per ottenere risultati. nella Musica così come, ad esempio, nello sport.

Alti & Bassi
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Ultima domanda: un sogno e un rimpianto.

Un sogno: quello che una nostra canzone possa avere l’occasione di farsi conoscere, ad esempio… andando a Sanremo.
Un rimpianto: forse quello di non averci provato prima. Questo nuovo album è il settimo, dopo 24 anni, ma è il primo interamente di inediti, cioè di canzoni nostre.
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Emanuela Zini
My professional life has been marked by several big changes that made me grow as a person and as a leader, develop new skills and mental flexibility, which in turn allows me to face challenges from a different, unique perspective. To me, writing represent a way to communicate with myself and with others. Telling stories and engaging my readers are the challenges that I am currently facing within a wider editorial project.

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