“Olafur Eliasson: Nel suo tempo” la personale visione dell’artista a Palazzo Strozzi

Accogliere la più grande mostra mai realizzata in Italia: “Olafur Eliasson: Nel suo tempo” è senz’altro fonte di soddisfazione per il contemporaneo artista Eliasson decisamente sempre vicino a tematiche ambientali.

©photoElaBialkowskaOKNOstudio
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Parliamo d’una persona originale eppure di gran gusto che a Palazzo Strozzi nella città dantesca, sino al 22 gennaio 2023, permetterà di far osservare le sue opere in  grandi installazioni, con varie sculture, al seguito d’interventi minimali.

“Afferra l’arte e falla tua” è il concetto di Olafur facendo immedesimare il visitatore alla scoperta d’una miriade di colori in sofisticati giochi di riflessi, luci, ombre. E questo nel suo personalissimo modo di creare l’architettura.

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Nelle enormi stanze di Palazzo Strozzi tra corridoi, piani superiori ed inferiori, si intersecano visioni varie in cui l’altissima percezione opera da guida non solo tra lo spazio ed il tempo, bensì anche tra storia, disegno, struttura.

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“Solar compression” permette d’osservare un disco circolare sospeso con specchio continuamente in movimento emanante luce gialla che abbaglia. Di gran spessore, ‘Beauty’, iconica installazione con arcobaleno luminoso che irradia verso una cortina di nebbia.

“How do we live togheter” interroga sull’illusorietà e tanto altro ancora ci accompagna in questo piacevole viaggio riflettendoci sullo specchio alto del soffitto.

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Quanto alle finestre di Palazzo Strozzi… macché finestre! Parliamo di vere e proprie lenti qual buona fonte di osservazione.

Estremamente misurato, semplice nella sua raffinatezza racconta:

Questa è una mostra di proporzioni civiche di cui la città ne è partecipe. Amo molto stare con gli amministratori e, con piacere racconto di aver avuto modo d’andare all’Accademia per vedere l’originale del Michelangelo, ed ancora il Giardino di Boboli, accogliendo piacevolmente il progetto di rigenerazione del giardino. Questo  trovandomi inoltre particolarmente sensibile al lascito dell’ultima discendente dei Medici, L’Elettrice Palatina, apprezzando decisamente l’amplissima ricchezza d’arte accumulata tra mecenatismo e collezionismo, donando appunto alla città gigliata, tutta la collezione di famiglia

Ritengo che l’esperienza sia quella che facciamo scegliendola di fare in un contesto influenzati dal nostro vissuto. Ognuno di noi vede cose diverse… più largo, più piatto, non allineato, o forse! Sta di fatto che in questo percorso si trova acqua, temperatura, luce. Luce che entra dalle finestre e, grazie ad essa, guardiamo la realtà come una lente, un filtro, un vetro che sussurra la sua storia tra potere e ricchezza. E concludo osservando che siamo noi a scegliere vedendo la realtà a modo nostro

Foto di Ela Bialkowska OKNO Studio – Courtesy Studio Olafur Eliasson

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Carla Cavicchini
“Bambina curiosa” erano le parole che sempre mi arrivavano all’orecchio da piccoletta divorando i fumetti rubati ai cugini, scoperchiando i tegami in piena ebollizione, ‘mimando’ persino le Kessler nei loro “Dadaumpa! Ricordo quando alla bambola di coccio ‘ruppi’ le labbra volontariamente infilandogli ben bene il cucchiaio in bocca, al fine di farla mangiare saporitamente …e non per finta! In seguito il mio essere stravagante e bizzarro nonché – dicono - estremamente razionale, mi ha portato a conoscere ed approfondire le varie realtà tenendo sempre accesso il motore del mio carburante non certamente incollato ad una sedia, bensì a caccia di personaggi illustri e celebri, pronti allo ‘spogliarello’ seppur mentale della sottoscritta. Qualche nome? Zavoli, Montanelli, Zeffirelli, Gina Lollobrigida, Dario Fo, Lizzani, F.lli Taviani, Sepulveda, Camilleri, Crepet, Albertazzi, Miranda Martino, Sandra Milo e…mille ancora arrivando a quota 400 e passa! Il mio mantra? Fare della propria esistenza un capolavoro come insegnava Oscar Wilde! Presuntuosa? Osserverei più che altro obbiettiva. La grande attrice Giulia Lazzarini citò l’essere struggente ‘leopardiano’ nel suo ‘modus-vivendi ‘, invitando tuttavia a vivere serenamente, lasciando qualcosa anche agli altri, in questo breve spazio di tempo concesso. Nel frattempo la bimba curiosa è cresciuta scalpitando ancora. E’ grave?

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