John Richmond

john Richmond

Il grande visionario.

John Richmond è un designer di fama internazionale che ha rivoluzionato il concetto stesso di stile, collaborando con star e leggende mondiali come David Bowie, Mick Jagger e Michael Jackson. Un creativo che non ha mai seguito le tendenze: le ha sempre dettate. Lo abbiamo incontrato per questa intervista esclusiva, in cui ci racconta la sua visione e la sua storia!

Quanto è stato importante vivere l’età d’oro del Punk e quanto ha influenzato il tuo percorso?
“Il punk è stato importante perché non era una moda, era un’attitudine. Dal movimento punk sono nati capi e look ‘classici’, ma erano solo un modo per mostrare esteriormente di identificarsi con quel mondo. Ciò che contava davvero — e che ho fatto mio — è stato l’atteggiamento e la convinzione che il punk mi ha dato: ‘Posso farcela anch’io’”.

creazione di John Richmond

Com’era la Londra degli anni ’80?
“La Londra degli anni ’80 era incredibilmente stimolante, piena di giovani designer, club, musica. Ma, soprattutto, era nata una nuova scena editoriale (con l’arrivo di riviste come The Face e i-D) e di negozi indipendenti che offrivano una piattaforma al nostro lavoro”.

Come è nata la tua primissima sfilata di moda?
“La mia prima sfilata fu organizzata insieme a un gruppo di altri venti designer londinesi. Fu messa in piedi da Suzanne Bartsch a New York, credo nell’aprile dell’83. Volammo tutti lì e riuscimmo a creare un vero fermento: tutta la scena newyorkese accorse per scoprire cosa fosse la ‘New London’”.

Hai lavorato con icone come Freddie Mercury, Mick Jagger e David Bowie — cosa rappresentano per te e com’erano quei rapporti speciali?
“È stata un’esperienza straordinaria lavorare con musicisti che erano stati i miei idoli e la mia ispirazione durante la crescita. Sono state proprio quelle persone a insegnarmi, indirettamente, cosa fossero lo stile e la moda. Durante gli anni londinesi, molti artisti contemporanei frequentavano il mio negozio a Soho. Era estremamente gratificante vedere i miei capi apparire in video musicali e programmi TV. La musica è — e rimane — una parte fondamentale della mia vita; quindi, vestire e collaborare con qualcuno come Mick Jagger è stato incredibile: è un’icona e una superstar, ma anche una persona semplice, umile e molto aperta. Ci siamo divertiti tantissimo. E, naturalmente, era qualcosa di completamente diverso rispetto ai vincoli delle collezioni stagionali”.

La tua moda è un mix di lusso e ribellione, con la giacca di pelle come capo must-have. Raccontaci la tua visione senza tempo della moda.
“Il mio DNA è composto da tutte le sottoculture, la musica e i club con cui sono cresciuto. Ironia della sorte, quel periodo è oggi ancora più rilevante e influente per la moda contemporanea. Gli anni che vanno dai primi ’70 alla metà dei ’90 sono stati un’epoca unica e irripetibile. Io ho avuto la fortuna di trovarmi nel posto giusto al momento giusto”.

I tuoi jeans con la scritta ‘RICH’ sono diventati iconici, anticipando la tendenza della logo-mania. Come ti è venuta quell’idea?
“Ho realizzato i jeans ‘Rich’ appositamente per un servizio fotografico con Bryan Adams: non facevano parte della collezione. Avevo in mente un’inquadratura posteriore molto stilizzata e serviva un punto focale. Scrivere qualcosa sul lato B mi sembrava un’idea divertente, avrebbe aggiunto ironia allo scatto. Ma doveva essere una parola breve, così abbiamo finito per dipingere a mano la scritta ‘RICH’. Il resto è storia”.

Oggi Richmond è un brand che abbraccia anche il design e la moda bambino. Com’è avvenuta questa evoluzione?
“Per me il design riguarda proporzioni, ispirazione, rilevanza e può essere applicato a qualsiasi cosa. Mi considero un designer a tutto tondo, non solo un creatore di moda maschile o femminile”.

Puoi anticiparci qualche progetto futuro?
“Il progetto più grande all’orizzonte, e quello che più mi entusiasma, è la collaborazione con il Mira Group: la creazione delle Richmond Towers a Dubai. È il nostro primo progetto residenziale, un modo per portare lo spirito del marchio oltre la moda, nei luoghi in cui le persone vivono davvero. Insieme all’architetto Marco Casamonti, abbiamo sviluppato una visione che fonde design audace, materiali raffinati e un tocco di ribellione, esattamente ciò che definisce John Richmond. Il progetto comprende sei torri residenziali di lusso e una torre uffici. Per me significa trasformare un sogno in realtà: far sì che la moda diventi vita. E questo è solo l’inizio: Dubai è il nostro progetto di punta, ma presto arriverà molto altro”.

John Richmond

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